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Si ha notizia di un disastroso terremoto che colpì in special modo il Regno napoletano. Raffaele Colapietra, in Il ‘400 in Abruzzo e in Molise nel VI volume della Storia del Mezzogiorno (cit.,pp.55-56), così ne parla: ”L’anno 1456 è peraltro ben altrimenti memorabile sotto l’angolazione ambientale e culturale della storia delle nostre regioni per il grande terremoto della notte di S.Barbara, il 4 dicembre, che sconvolse letteralmente l’amplissima zona che ne costituì l’epicentro tra Caramanico ..., Benevento e Campobasso...In verità le testimonianze sono quanto di più agghiacciante e catastrofico si possa immaginare: 625 morti a Lanciano, quindi circa un sesto della popolazione, 433 ad Ortona, circa 300 a Vasto, ...1313 morti a Larino...”. L’Antinori invece negli Annali degli Abruzzi, nel XV volume, all’anno 1456 così riporta:”Il terremoto de 5 di dicembre tre ore prima di giorno, e che rovinò in parte con morte di uomini, molte città, e terre per lo che molti lasciarono le case ed andarono ad abitare nella campagna, danneggiò non poco Lanciano, Fossacieca, Turino, Paglieta, altri Castelli d’intorno, e il Monistero di S.Giovanni in Venere, di cui furono vicine a rovinare le ali laterali della Chiesa”. Il Muratori nel tomo XXI (anni 1421-1480) dei suoi Annali d’Italia così riporta:”Nel dì 5 di dicembre (1456), e in altri susseguenti giorni un sì terribil tremuoto scosse la terra nel Regno di Napoli, che fu creduto di non essersi da più secoli indietro provato un somigliante eccidio in quelle contrade...Le persone morte sotto le rovine chi le fece ascendere sino a centomila, con esserne perite nella sola città di Napoli, per attestato d’alcuni, venti, o trentamila” (vol.31,pp.514-15, Venezia 1790). Estratto da: Balla Enrico, Pereto, storia, tradizioni, ambiente, statuti, Roma 1986, pag. 98-99 In pochi attimi le case crollarono, i sassi rotolarono verso il basso e la
vita di molti abitanti cessò. A Pereto e Oricola si ebbe la maggior rovina,
mentre gli altri centri del Carseolano e della Marsica subirono più o meno danni
ed un relativo numero di vittime.
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