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L'altare, in pietra tufacea, è costituito da due lesene che
terminano con capitelli molto semplici, le cui facce esterne recano scolpiti
due calici. Al di sopra dei capitelli impostano un secondo ordine di lesene
ed un arco a tutto sesto. La trabeazione superiore poggia sia sui capitelli
del secondo ordine che sull'apice dell'arco. Essa, mancando del fregio, è
costituita dall'architrave e dalla cornice, che
presenta la successione tradizionale dell'ovolo liscio in basso e della gola
diritta in alto. A metà della trabeazione imposta un elemento piramidale
recante sulla faccia esterna una croce.
Purtroppo l'altare si è mal conservato per la scarsa consistenza del tufo.
Nella tipologia si può definire rinascimentale, ma gli scarsi elementi
decorativi (i calici sui capitelli del primo ordine, l'elemento piramidale
con la croce) sembrano autorizzarne la datazione ad un'epoca piuttosto
tarda, forse fine del XVI secolo. Alla stessa conclusione sembra condurre
l'esame dell'affresco, piuttosto rovinato e con estese, visibili ridipinture.
E' da
notare ancora la concordanza tematica tra il soggetto dell'affresco, la
Crocifissione, e gli stessi elementi decorativi: i calici, simboli della
passione, e la croce che si innalza al di sopra d'un elemento trilobato,
probabile raffigurazione simbolica del Golgota.
(relazione tecnica realizzata dalla Coop.
Danese di Carsoli, per conto della Soprintendenza per i Beni Ambientali
Architettonici Artistici e Storici dell'Aquila.) |
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Dimensioni cm 276 x 318 |
Accanto a Cristo agonizzante sono due Angioletti che raccolgono il sangue
delle sue ferite entro alcune ciotole; in basso, a destra di Cristo, sono due
figure maschili, forse monaci, vestiti in abiti scuri e incappucciati,
raffigurati in atto di preghiera (uno reca con sé il rosario). A sinistra di
Cristo è una figura femminile in atto di orante, con il capo coperto da un lungo
velo; dietro la donna è rappresentato un bimbo e ancora in secondo piano altre
figure femminili con il capo coperto da un velo.
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