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Estratto da:
Balla Enrico, Pereto, storia, tradizioni, ambiente, statuti, Roma 1986, pag
161-162
IL MONTE FRUMENTARIO fu eretto neI 1784, dopo che la legge 26 luglio 1779
aveva abolito neI regno di Napoli i collettori ed i succollettori apostolici ed
impedito la devoluzione allo stato dei frutti delle chiese vacanti e dei beni
dei prelati defunti.
Tali prodotti (denaro, grano 'ed altre derrate) costituivano la dotazione del
Monte che, per legge di fondazione, doveva dare in prestito prodotti agricoli o
denaro agli agricoltori o ai coloni poveri per agevolarli nella semina e per
evitare loro di ricorrere agli usurai.
Nella provincia dell'Aquila ne esistevano 32.
Gli amministratori dovevano per ogni anno colonico (computato dal 1° ottobre al
30 settembre) compilare lo "stato discusso", ossia il bilancio delle entrate e
delle
uscite.
Le prime erano dovute alla dotazione, ai tassi sui prestiti ed alle risposte
annue dei poveri; le seconde dai denari e da generi dati in prestito.
Dal 1799 il Monte, avendo distribuito a 118 Peretani tutti i 366 tomoli di grano
che aveva, non operò più fino al 1832.
Poi iniziò di nuovo, quando venivano pagate le "risposte" (quindi
saltuariamente), ad operare.
Dal 1890 al 1893 fu aggregato alla congregazione di carità e, quando questa fu
abolita, gli amministratori, che avevano un libretto di risparmio al portatore (nr.1152}
presso la succursale dell'Aquila del Banco di Napoli dell'importo di £. 2186,
comprarono delle cartelle di rendita pubblica nominativa al 5%.
Gli interessi di tali cartelle andarono a costituire delle entrate dapprima per
l'Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.) e poi, dal 1978 per il Comune, che li
destinarono ai poveri.
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