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Jamison, Catalogus Baronum, pag 218
§ Oderisius de Verreclis tenet a domino Rege Veterecclam quod sicut diIit est
pheudum ii militum, et tenet / in Marsi medietatem Castelli de Flumine, et
quintam de Pereto in Garzoli, et quintam de Podio / in Marsi, et quintam de
Tremontibus quod sicut dixit est pheudum iii et medii. Una pheudum viii / et
augmentum sunt milites vii. Una inter pheudum et augmentum obtulit milites xiiii
et servientes xxviii.
§ Malastrinus frater jamdicti Berardi tenet quintam partem de Pereto, et quintam
de Tremonte in Marsi quod sicut / dixit est pheudum i militis et cum augmento
obtulit milites ii et servientes iiii.
§ Bonaventura de Tallacoczo tenet a domino rege Tallacoczum quod sicut dixit
est pheudum iiii / militum et medietatem Castelli de Flumine, et quintam partem
de Pereto in Garzoli et quintam partem de / Podio in Narsi, et quintam de
Tramonte quod sicut dixit est pheudum iii militum et augmentum sunt milites /
Ylt vii. Una inter pheudum et augmentum obtulit milites xiiii et servientes
xxviii.
Il conte Rinaldo negli anni mille era anche padrone della valle del
carseolano.
Nel 1067 Rainaldo dei Marsi donò all'abbazia di Farfa la chiesa di S. Silvestro.
Aldegrina, sua moglie,
alla sua morte donò quattro castelli: Auricola, Fossagieca, Camerata e Pireto e
inoltre tre chiese; S. Giovanni coll'ospedale; S. Giovanni della valle Calvula e
S. Pietro de Pireto
(Gattula Access. pag. 212
Leonis Chr. Casin. cit. L. 4 C. 16).
(Brogi, La marsica, pag 141)
Pietro Diacono
(Petrus Diaconus), Chronica S. Benedicti,
cap. 16
Lubin Agostino, Abbatiarum Italiae brevis notitia, Roma 1693, pag. 296
Gattula Erasmus, Accessiones Ad Historiam Abbatiae Cassinensis, Venezia,
1734, pag. 212
Le bolle dei pontefici Urbano II nel 1097, di Pasquale II del 1105 e 1113 (Gattula
Hist. Casin. sec. VII), di Callisto II del 1123 ed il diploma del 1137 dello
imperatore Lotario (Margarinni Bull. Cass. voI. I) confermano la donazione di
Aldegrina. Con le investiture con bolle firmatorie di Alessandro III del 1159,
di Clemente III del 1188, di Innocenzio III del 1208, e di Onorio II del 1216,
con l'invasione dei normanni
nella Marsica (Margarinus come sopra), furono de jure, ma non di fatto.
(Brogi, La marsica, pag .)
Susseguentemente il monastero e la chiesa di S. M. in Cellis fu donato dalla
figlia di Landolfo II, principe
di Capua, principessa Aldegrina, ai benedettini sublacensi dopo la partenza dei
camaldolesi.
(Corsignani, ..)
Nel 1148 i figli di Ruggeri, re normanno, conquistano la Marsica ed il re fa
un elenco di feudatari
(Pollidor Antig. Frent. P. I diss. 24).
(Antinori, Annali, vol II, pag 69)
Carseoli assediata nel. 1176, ad opera di Cristiano, cancelliere e generale
dell'imperatore Federigo Barbarossa
(Laurenti, oricola e contrada, )
Nel 1187 Guglielmo II, il Bono (normanno), fece compilare un catalogo dei baroni
del regno (pubblicato da Carlo Borelli); da esso si ricava che i territori
balbese, teatino, furconese, amiternino, reatino, pinnesee marsicano facevano
parte del gastaldato dei Marsi e poi chiamato contea dei Marsi, vennero
designati col nome di principa to dei Marsi, la Marsica fu denominata valle dei
Marsi .
(Brogi, La marsica, pag 178)
Federigo nel 1242 fece distruggere Carseoli i cui abitanti si rifugiarono in
Oricola.
La distruzione di Federigo II nel 1241, quando scese da Rieti.
(Laurenti, oricola e contrada, )
Nel 1268 il re concede la "Carta libertatis" agli "homines" di Pereto, in cui
concede di:
- tagliare legna
- attingere acqua
- condurre al pascolo il bestiame nel territorio del feudo
(Balla Enrico, Pereto, storia, tradizioni, ambiente, statuti, Roma 1986, pag
)
Nel 1270 si ha la divisione dell'abruzzo in due provincie: di Chieti al di qua
del Pescara e di l'Aquila di là.
(Antinori, Annali, vol II, pag 150)
Nel 1363 in Abruzzo ci fu la peste.
(Antinori, Raccolta di memorie, vol II, pag 303)
Nel 1441 nasce la contea di Albe e Tagliacozzo con Giovanni Antonio Orsini. Alla
sua morte (1456), non
avendo lasciato figli maschi, la regia camera prese possesso del contado di Albe
e Tagliacozzo. Alla successione furono investiti Napoleone e Roberto Orsini,
prossimi discendenti di Giovanni Antonio, a scapito dei Colonna che reclamavano
il perduto contado di Albe, di loro appartenenza.
(Brogi, La marsica, pag. 283)
Nell'anno 1445 il re fece compilare un elenco dei feudi del regno nei quali, in
quelle di Albe e Tagliacozzo
compaiono: Auricola, Rocca de Bucchi, Collefegato, Castrum Mainardi, Teraco,
Spidinum, Tagliacotium, .
Circum Collum, Petra de Venula, Cappadocium, Rocca de Cerro, Alto S. Maria,
Castrum Vetus, Scanzanum, S. Donatus, Podium Filippi, Castellum Paleaiae,
Maranum, Scolcura, Collis de Luppa, Colle, Barocchia, Piccetum, Albe, Cappella,
Tarascum, Patuvium, Corvara, Magliano, S. Natolia, Lucum, Avezzanum, Canistrum,
La Meta, Civitas Antoia, Civitella, Castrum Caroli, Castrum de Flumine, Cese,
Rocca de Supra, Girguntum, Rocca, Randisium, Paclum, Podium, S. Ioannis,
Radicaria, Turris
de Taglia, Capradosso.
(Brogi, La marsica, pag.
Località di provenienza dei mercanti regnicoli nella fiera di Lanciano nel
5/1447, 5-8/1453, 5-8/1454,
5-8/1456, 5/1457, 5-8/1470:
Numero degli operatori di Pereto: uno.
(Grohmann, le fiere del regno)
Privilegio del re Ferdinando con cui a dì 11 settembre 1457 aveva concessi agli
uomini della terra di Celle,
Pereto, Rocca di Botte ed Oricola di non soggiacere all'utile dominio dei baroni
di Alife; e conferma ai
medesimi altri privilegi - 3 Marzo 1482.
(Arch. Colonna, 11 settembre 1457, 3 marzo 1482)
20 marzo 1464 re Ferrante dona a Napoleone e Roberto Orsini li contadi di
Tagliacozzo e Albe.
(Gattinara, Storia di tagliacozzo, app. III)
Napoleone morì tra il 1467 e il 1470 e Roberto nel 1480 Roberto non lasciò figli
maschi così il re nel 1481
confermò il feudo di tagliacozzo a Virginio Orsini, figlio di Napoleone.
(Brogi, La marsica, pag. 295)
Nel 1482 re Ferdinando concede ad Oricola, Pereto e Rocca di Botte un diploma,
col quale dona indistintamente a tutti e tre i paesi, oltre ai privilegi, fiere,
piazze, mercati, etc., tutta la montagna di S. Maria dei Bisognosi, chiamata nel
610 monte di Carsoli. Questo diploma datato dal castello nuovo di Napoli nel
giorno 3 marzo e conferma quello precedente dell'11 settembre 1457 scritto in
Torre di Ottavio e concesso da re Alfonso.
(Relazione comunale di Samuele Pugliese)
Il giuspatronato, o più semplicemente patronato, in senso ecclesiastico è
ampliamente trattato e regolato nel codice di Diritto Canonico dal canone 1448
al 1470. Consisteva in quel complesso di privilegi e di oneri spettanti ai
fondatori di una chiesa, di una cappella, di un beneficio, o ai loro eredi.
Generalmente comportava il così detto "ius praesentandi et nominandi", per cui
il patrono aveva il diritto di presentare all'ordinario, o di nominare col suo
consenso, il sacerdote che desiderava fosse preposto all'ufficio col godimento
del beneficio. Talvolta ai precedenti si aggiungeva un "jus sepeliendi", che
dava al patrono il diritto di essere sepolto, spesso con i suoi antecessori,
sempre con i suoi discendenti nel sepolcreto famigliare praticato nello ipogeo.
Il patrono poteva mettere il proprio stemma nella chiesa, dove aveva un posto
distinto dai comuni fedeli, e precedeva gli altri laici nelle processioni
Nel 1413 il castellano era Salviano di Pereto al quale Giacomo Orsini inviò
una procura affinchè agevolasse Carlo Orsini nel prendere possesso del castello
di Pozzaglia, da lui stesso donatogli. Il castellano aveva l'obbligo di tenere
corazza, balestra, armatura da testa e buona spada e doveva pagare i fanto £ 80
al mese.
(Balla Enrico, Pereto, storia, tradizioni, ambiente, statuti, Roma 1986, pag
118, nota 2)
Volume XI pag. 32?
Cedola di Tesoreria di Abruzzo (1468)
Terre de lo conte de Taglyacozo et de Albe quale se
piglia lo Cavaliere Ursino
Fol. 43 ... Pereto thumuli CLXXXI, q.ti III ..
Volume XI pag. 85?
Terre dello contado de Tagliacozo et de Albe con Rocca de Mese er de Cagno
Fol. 88 … Pereto duc. CLXXXI, tar. II, gr. X
Volume XI pag. 133?
Terre dello contado de Tagliacoczo et de Albis
Fol. 132t ...Pereto ... thum CLXXXI, quint. III
Fonti Aragonesi (testi e documenti di storia napoletana pubblicati
dall’accademia Pontiana) serie II
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