Pereto (AQ)
Epigrafi romane

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Per le epigrafi romane rinvenute nel territorio di Pereto possiamo rifarci al Corpus Inscriptionum Latinarum (abbreviato CIL)

Il Corpus Inscriptionum Latinarum è il grande progetto di raccolta di tutte le iscrizioni latine a noi note intrapreso nel secolo scorso dall'Accademia di Berlino sotto la direzione di Theodor Mommsen. Il CIL, al quale tuttora si continua a lavorare proponendo di tanto in tanto supplementi, è articolato in diversi volumi: il volume I contiene le iscrizioni latine di età repubblicana, anteriori alla morte di Cesare. Nei volumi dal II al XIV le epigrafi sono schedate per luogo di ritrovamento (il volume II è dedicato alla Spagna, il III all'Asia e alle province dell'Europa orientale, e così via, fino al XIV, in cui sono raccolte le iscrizioni del Latium vetus). Nei volumi seguenti il criterio di ordinamento del materiale cambia nuovamente e da geografico diviene tematico: il volume XV contiene dunque le iscrizioni da Roma su oggetti mobili, come anfore, vasi, lucerne, gioielli, etc., il cosiddetto instrumentum domesticum; nel volume XVI abbiamo i diplomi militari; nel XVII le edizioni delle pietre milliari. Ulteriori informazioni su questo fondamentale progetto si possono leggere nel sito elettronico del Corpus Inscriptionum Latinarum.

Per le epigrafi peretane bisogna far riferimento al volume IX, da pagina 382 a pagina 387 del CIL.

Queste epigrafi si trovano riportate nel gruppo:
"LXXXVII. Carsioli (Piano del Cavaliere inter Arsoli et Carsoli). Tribu Aniensi.".

(fare click sull'immagien per ingrandire)


Estratto da Lumen, dicembre 2001, numero 2, pag. 2-3

Terenzio Flamini

Le iscrizioni di Carsioli alla luce di una epigrafe inedita in lettere non latine rinvenuta a Poggio Cinolfo*

...

Seguirono altri studiosi e cultori di reperti provenienti da Carsioli, tra questi il gesuita Antonio Maria Lupi (1695-1737), che si interessò quasi esclusivamente delle epigrafi rinvenute a Pereto (3), Gaetano Marini e Giovanni Cristofano Amaduzzi (1740-1792), Antonio Vendetti di Pereto.
Nel secolo XIX fu Giovanni Camillo Rossi (1767-1837) che durante il suo episcopato a capo della diocesi dei Marsi dal 1805 al 1818, riconobbe, dopo ricognizioni nel nostro territorio, svariate epigrafi a Civita, a Pietrasecca, a Pereto, a Carsoli, a Rocca di Botte, ad Arsoli (4).
Nel 1878 e 1879 si recò nella zona Carlo Stevenson junior (1854-1898) accompagnato nella ricerca, tra gli altri, da Giacinto De Vecchis Pieralice di Oricola e dai Mari, allora una delle famiglie più in vista di Carsoli, e venne ospitato ad Arsoli in villa Massimo per visionare la collezione della famiglia (5).
Le epigrafi segnalate da tutti gli studiosi e ricercatori vennero raccolte dal premio Nobel Theodor Mommsen (1817-1903) che nel 1863 pubblicò il primo volume del Corpus Inscriptionum Latinarum i cui lavori erano già iniziati a Berlino nel 1858.
Altri archeologi, più vicini al nostro secolo, presero in considerazione le memorie epigrafiche latine di Carsioli. Tra essi non possiamo non rammentare Carlo Ludovico Visconti, Raffaele Garrucci e Rodolfo Lanciani (1845-1929) che nel 1901 esaminò alcune iscrizioni visitando vari punti del territorio.


Specifici studi sulla epigrafia latina proveniente da Carsioli sono stati fatti da Marco BUONOCORE:

  • Supplemento al C.I.L., IX: Iscrizioni latine inedite nel Museo Nazionale di Chieti, in “ Epigraphica”, XLIV (1982), pp. 179-180;
  • L’epigrafia latina del territorio di Carsoli (Carsioli) alla luce di nuovi documenti manoscritti (Biblioteca Apostolica Vaticana: Ferraioli 513 e Vat. Lat. 10564) in “Bullettino della Deputazione Abruzzese di Storia Patria”, annata LXXIII (1983), L’Aquila 1983, pp. 267-286, tav. III;
  • Il “Magister Iunius” ed il culto di “Mens” a “Carsioli in “La parola del passato, rivista di studi antichi, fascicolo CCXXIV”, Napoli 1985, pp.384-386;
  • La tradizione manoscritta dell’epigrafia classica abruzzese nei codici della Biblioteca Apostolica Vaticana, L’Aquila 1986, pp. 23, 24, 86-87;
  • Addenda et corrigenda alle iscrizioni di Carsioli comprese nel C.I.L. IX in “Miscellanea greca e romana, XI”, Roma 1987, pp. 209-227, tavv. I-IV;
  • Muzio Febonio storico dell’antichità e la sua “incorrupta fides” in “Muzio Febonio nel quarto centenario della nascita (1597-1997), Atti del Convegno”, Avezzano 9 maggio 1998, pp. 103-145;
  • Un nuovo “Augustalis Martinus” di “Carsioli” in “EPIGRAFAI. Miscellanea epigrafica in onore di Lidio Gasperini”, a cura di G. Paci, Tivoli 2000, pp. 147-161.

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    3) Collectio inscriptionum tum Pireti in Marsis tum in Piretano agro existentium in BUONOCORE 1987, p. 213.
    4) Oggi riscontrabili nelle catalogazioni del C.I.L. IX e nei manoscritti.
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    per Pereto: 4062, 4063, 4090, ICUR I 3827,
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    5) Ad Arsoli specialmente, lo Stevenson registra un certo numero di epigrafi oggi nel C.I.L.;
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    Altre ancora al Cavaliere, ad Oricola, a Rocca di Botte, a Carsoli, a Pereto, a Civita.
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