Pereto (AQ)
Carbonaie

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Gli abitanti avevano le risorse del bosco per produrre carbone. Con questo sistema si otteneva un combustibile più facilmente utilizzabile e più a lungo conservabile rispetto al materiale di partenza. Dalla legna raccolta nei boschi e nelle macchie si ricavava la carbonella.
La produzione di carbonella avveniva in apposite strutture chiamate carbonaie, poste in genere in radure all'interno o nelle immediate adiacenze di boschi.

I locali ricordano delle carbonai allestite tra il 1900 ed il 1950  in località:

  • pacina di Camposecco
  • Campetegli
  • Aceroni
  • Costa Nannina
  • Licito
  • Coreara
  • Valle tonda
  • Fonte Trinità

Le carbonaie erano strutture a forma di cono che venivano usate per produrre il carbone. Erano composte da diverso materiale sistemato in strati; al centro venivano accumulati molti tronchi e rami in modo ordinato fino a formare una catasta alta anche più di 2 metri. Il tutto era poi ricoperto di foglie, frasche e zolle di terra in modo da isolare il legname dall’ambiente esterno. In cima si lasciava un foro attraverso il quale si poteva accendere la carbonaia; questa apertura veniva poi richiusa. Il fumo usciva da dei fori che i carbonai aprivano alla base della struttura e che consentivano anche l’ingresso dell’ossigeno. La combustione del legname doveva avvenire molto lentamente e essere interrotta al momento opportuno in modo da non ridurre tutto in cenere. La carbonaia rimaneva accesa per giorni durante i quali i carbonai facevano a turno nel tenerla sotto controllo: un piccolo errore poteva compromettere tutto il lavoro. Il lavoro era faticoso e richiedeva esperienza ed attenzione .

I carbonai rimanevano a lavorare nei boschi per mesi  poiché ci voleva molto tempo per preparare la carbonaia e produrre il carbone. Dopo tre o quattro settimane, quando la legna si era  tutta combusta, il cumulo si raffreddava e poteva essere aperto.

A processo ultimato si effettuava la scarbonatura, che consisteva nel liberare il carbone dal terriccio e dal fogliame versandovi sopra dell'acqua.

Il carbone ottenuto in questo modo veniva poi trasportato a valle per rifornire forni e fornaci e macchine a vapore di treni, ma anche utilizzato per uso domestico.
 

Tra i fabbricanti di carbonaie si ricorda Guardiareggia, Bardegliu, Milleo, Antonio de Cuzzichetta, Alberico, La nerchia, Torquato, Casimiro Zampetti, dino (berardino) zio di sgomamrello.


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