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Estratto da Lumen, numero 3, luglio 2003, pag. 26
Il pittore della ‘baracca’
Notizie per la storia dell’arte nel Carseolano e nella media valle dell’Aniene
nell’Ottocento
di Michele Sciò
La baracca di cui si parla è la setta carbonara che si formò in Oricola (AQ) sul
finire del 1820 (1). Tra i congiurati figurava un tal Niccola Bolentini,
originario di San Remo in Liguria di professione muratore e pittore, carbonaro
da metà novembre 1820 (2). Nel marzo 1821 fu arrestato ad Agosta (RM) (vi
risiedeva già da alcuni anni) con l’accusa di essere un settario e per aver
aggredito la guardia campestre del luogo nel tentativo di sottrargli una lettera
destinata ai gendarmi di Subiaco. Interrogato fece i nomi dei complici e in più
disse che aveva decorato la sala delle riunioni dei ‘buoni cugini’ ad Oricola.
Purtroppo i documenti in cui si parlava di queste pitture e della relativa
simbologia non sono nel fascicolo dell’Archivio Segreto Vaticano. A maggio di
quell’anno la Segreteria di Stato, considerando che Bolentini era straniero e
che il reato era stato consumato nel Regno di Napoli, decise di espellerlo dallo
Stato Pontificio e lo fece accompagnare alla frontiera con la Toscana. Nel 1823
rientrò clandestinamente, fu scoperto e di nuovo espulso. Questa volta però non
si allontanò e prese ad abitare a Pereto (AQ) dal luglio di quell’anno. Il
pittore cercò altre volte di rientrare ma solo la raccomandazione della
principessa Massimo riuscì a smuovere la situazione; tant’è che quando il 31
ottobre 1828 la polizia espresse parere favorevole alla riammissione del
Bolentini nello Stato del papa (con l’obbligo di risiedere ad Arsoli), la nobil
donna fu immediatamente avvisata dalla Segreteria di Stato.
Il nostro interesse per questo carbonaro sta nella sua professione di pittore
che lo portò a lavorare nei paesi a cavallo della frontiera: Pereto, Poggio
Cinolfo, Rocca di Botte e Carsoli, in provincia di L’Aquila; Arsoli, Riofreddo,
Roviano, Anticoli Corrado e Agosta in provincia di Roma. Stando alle
dichiarazioni rilasciate dai parroci di questi paesi nel 1823 il Bolentini
lavorò in molte chiese e in particolare si deve segnalare che nella parrocchiale
di S. Vittoria ad Anticoli Corrado rimase due mesi a dipingere un quadro
rappresentante la S.ma Vergine Addolorata e che nel convento di S. Bartolomeo ad
Arsoli restaurò la Sagra Imagine di Maria SS.ma, esistente all’Altar Maggiore .
Note
2) Le notizie su questo personaggio sono tratte dall’Archivio Segreto Vaticano,
Segreteria di Stato, Epoca Moderna. Anno 1821, rubrica 165, fascicolo 10, cc.
107r-108r e idem, anno 1829, busta 744.
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