Pereto (AQ)
Famiglia Balla: genealogia

Home
Su


Blog

Archivio

Comune

Pro Loco

Università III età

 

 

(Tratta dal "Teatro Genologico delle famiglie nobili titolate feudatarie ed antiche nobili del fidelissimo Regno di Sicilia
viventi ed estinte" del S. Don Filadelfo Mugnos, vol. I, pag 97.
(sotto il Regno di Filippo IV il Grande N.S. Re e Monarca delle Spagne e del Regno di Sicilia)

 

cliccare sull'immagine per ingrandire

"Molto sarebbe a dirsi della chiara e nobile famiglia, BALLA, altrimenti detta Ballo, de Ballis. dalla Balla, oriunda bolognese, di fazione ghibellina, pervenuta in Trapani per un Sanchio Balla nel 1378, ai tempi della regina Maria, dalla quale ottenne onorati carichi. Essa è annoverata da Gio Pietro di Crescenzi nella sua Corona della nobiltà d'Italia e del Vezano nella sua Storia di Bologna, cosippure Don Michele Gravina Palizzolo nel suo Blasone di Sicilia. Il Villabianca poi riferisce che nel 1398 Giacomo e Lorenzo di Balla erano baroni di Avola sotto re Martino. Sanchio fu molto amico di Antonio di Bologna. detto il Panormita, il quale nelle sue lettere amorevolmente lo raccorda.Da Bologna questa famiglia anche In Modena passò circa il 1280, de' quali vi fiorì Nicolò Balla, che intervenne nella guerra che successe fra gli Orsini e i Colonnesi nel 1347, ove in servizio degli Orsini morì. Dal predetto Sanchio ne venne Ballo de Ballis, virtuoso gentiluomo, che fu dal re Alfonso promosso in honorati incarichi e procreò Giovanni, Henrico e Sanchio, che seguirono i vestigi paterni. (Registro della regale Cancelleria).

Dal Giovanni ne nacquero Covino, Ballo secondo ed Antonio, che fu Maestro Razionale del Regno, perilchè se ne venne da Trapani in Palermo e quivi piantò la vivente famiglia BALLA. Da costui ne nacquero Covino Giovanni e Thomaso, che fu senatore di Palermo nel 1516, insieme con Vincenzo d'Afflitto, Nicolò Antonio Spatafora, Gio. Matteo di Diana, Mariano Agliata e Gio. Lorenzo di Augustino. (Registro del Senato di Palermo del 1516).

Un altro Covino Giovanni servì grandemente all'imperatore Carlo V in quelle ribellioni che seguirono in quel tempo nel regno e suo figlio Gio. Graziano acquistò la baronia di Calattuvo, che gli successe poi il figlio Giovanni. (Reg. Della Regale Cancelleria e delle investiture). Gioseffo, secondo figlio di Giovanni Graziano, fu nella Sacra Theologia litteratissimo e la sua dottrina per tutta l'Italia fu conosciuta. Procreò, il predetto, Giovanni Gioseffo Antonio, che gli successe nel feudo di Calattuvo e governò la sua patria con la dignità senatoria.

Dal Thomaso ne nacquero Gratiano Balla, che fu Giurato pure di Palermo nel 1561 (e i suoi colleghi furono Girolamo Castrone, Raffaele Ramo, Nicolò e Don Lodovico Spatafora e Don Gaspare Requirens.(Reg. Della Cancelleria del 1593). E' pure degno di menzione un Giovan Battista, Giudice capitaniale di Palermo nello anno 1573-74 e poscia giudice della Gran Corte del Regno (giurò il 12 gennaio 1585. Prot. Del Regno, vol. 1016, foglio 7).

Diede splendore a questa famiglia Antonio Balla, che oltre l'essere stato promosso nell'ufficio di Giudice della Gran Corte e di Avvocato fiscale, impresse un libro della sua professione di materia criminale. Hebbe questa famiglia assai dottori di legge, i quali furono promossi nei principali uffici dei Regno, perciò- che Ballo de Ballis fu Giudice della Gran Corte nel reggimento del Re Alfonso, similmente Giovanni suo figlio ed il di lui figlio Dottor Antonio Balla, chiamato Seniore, e suo figlio Giovanni (chiamato come l'avo), fu valente leggista ed ebbe il medesimo incarico, ed Antonio iuniore, oltre il giudicato della Gran Corte ebbe l'ufficio di Mastro Razionale del Regno; e il fratello Giovanni Battista fu anche buon dottore; il Maestro Paolo Domenico Balla, dell'Ordine de' Predicatori, fu uno dei primi della sua religione.

Il Dottor Giovanni Balla ebbe i medesimi incarichi di Giudice e pure il figlio Giovanni Battista ed il figlio di costui Don Gioseffo,ed Il medesimo grado meritò Gio. Andrea, figlio del predetto Antonio iuniore; di maniera che la legge è stata amorevolmente abbracciata da questa famiglia BALLA.

Si ricorda pure che nell'anno 1690 Graziano Balla ricevette l'investitura di Marchese di Bonfornello (Cons. Di Reg. Investiture, vol. 1153, foglio 66).

Fa per arma questa famiglia una Barra d'oro con tre Palle nere dentro, in campo azzurro."

Nel prosieguo della sua storia, come scrissero Mola di Bari nel suo Annuario nobiliare italiano del 1905, anno XXVII, il Marchese Vittorio Spreti nella sua Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. l°, e Francesco Schoeder nel suo Repertorio genealogico delle Famiglie confermate nobili, vol. l°, e come risulta dall'Elenco ufficiale nobiliare italiano e dal Libro d'oro della Nobiltà italiana, la famiglia fu nel 1801 aggregata al Consiglio nobile di Conegliano e le fu riconosciuta e riconfemata l'antica nobiltà con S. R.A. del 14 feb. 1821 dell'Imperatore d'Austria e d' Ungheria Framesco II. Arma: Partito di rosso e d'argento, al torrazzo al naturale, merlato alla ghibellina di due pezzi, con un albero al naturale, nodrito nel terrazzo, col capo d'argento, carico di un'aquila nera ad ali spiegate e la lingua di rosso sporgente, coronata d'oro.

Nell'ultimo secolo, sulle orme delle vestigia avite, molti discendenti si sono distinti in vari campi. Sono degni di menzione: Ettore, avvocato della Corte dei Conti, suo figlio Paolo, avvocato, Felice, monsignore, Mario, generale dell'Esercito italiano, altro Mario, medico chirurgo, Luigi, sacerdote e martire, Enrico, colonnello della Guardia di Finanza, autore di libri e di poesie, insignito di molti titoli cavallereschi, accademici e nobiliari, revisore contabile di enti locali, Piergiorgio, medico primario ospedaliero.

Notizie fornite da Balla Enrico


© 2001 - Disclaimer